Schede norma

Er9- Complesso immobiliare "Podere Carnano"-"Podere Santa Cecilia"

Descrizione dell'area:

Il complesso immobiliare formato dal "Podere Carnano" e dal "Podere Santa Cecilia" è posto a sud ovest del Capoluogo lungo la Strada comunale Antica della Malena che da Castelnuovo Berardenga conduce a Monteaperti. Esso è costituito da due nuclei poderali ricuciti da alcuni capannoni agricoli (stalle, fienili) realizzati in epoca più recente rispetto ai vicini edifici rurali e facenti parte dell'ex-centro zootecnico attualmente non funzionali all'attività aziendale e quindi inutilizzati.

Gli edifici rurali sono censiti all'interno del SIT comunale con le schede del patrimonio rurale n. 328 e n.331, mentre gli altri annessi agricoli sono censiti con le schede del patrimonio produttivo n.50.

Obiettivi da perseguire:

Recuperare il patrimonio edilizio esistente, quand'anche di pregio storico-architettonico, ai fini della rifunzionalizzazione degli organismi edilizi in stato di abbandono non più utilizzati a fini agricoli e zootecnici.

Funzioni e destinazioni d'uso:

Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

Strumenti attuativi:

Piano di Recupero così come definito all'art. 12.3 delle NTA.

Parametri urbanistici:

SUL max = SUL esistente calcolata secondo il criterio di cui all’art.24.10 lettera d) delle NTA, corrispondente a 2.975 mq. La SUL rimanente verrà trasferita nel Capoluogo, in particolare nel comparto n.1b - Zona D2m con funzioni aziendali di produzione agricola.

H max = H esistente

Sono consentite le pertinenze così come definite all'art.15.12 delle NTA.

Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

Prescrizioni e indirizzi progettuali:

Gli interventi di recupero, compreso le opere pertinenziali, devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. L'intervento di recupero dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all'art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare il Piano di Recupero ad apposito convenzionamento.