Schede norma

Er8- Ex Cava Pianella

Descrizione dell'area e dell'immobile:

L'area è ubicata in sinistra idraulica del torrente Arbia, posta a sud est di Pianella e a confine con il Comune di Siena. Essa è raggiungibile attraverso una strada bianca poderale che si dirama dalla S.P. Monteluco.

L'area è una ex cava antecedente gli anni 80 e si presenta interessata da numerosi avvallamenti ed in parte ricondotta all'uso agricolo. L'area è stata già oggetto di una "VARIANTE AL PRG PER LA PERIMETRAZIONE DI UN'AREA DI CAVA DISMESSA IN LOC. PIANELLA - SAN PAOLO, INTERESSATA AL RECUPERO AMBIENTALE E FUNZIONALE DEI TERRENI" approvata in data 09.07.2008 con D.C.C. n.93 e la stessa area è inserita nel nuovo RU, nel rispetto delle NTA del PAERP art. 6, come area di Recupero ambientale con una estensione di circa 25 Ha.

L'area è interessata da vincolo idrogeologico ai sensi della LR 39/2000 e a vincolo paesaggistico ai sensi del D. lgs. 42/2004. Il progetto di coltivazione e recupero ambientale sarà impostato e dovrà contenere misure di mitigazione basate sulla tutela dei valori paesaggistici, ambientali e territoriali dell'area interessata

Inquadramento geologico:

Pericolosità geologica: G3
Pericolosità idraulica: I3 – PIE, I4 - PIME
Acquiferi: aree sensibili di classe 2
Fattibilità geologica: 3
Fattibilità idraulica: 3

Non possono essere previste infrastrutture né edifici anche provvisori nelle seguenti aree:
aree in pericolosità geologica G4 - PFME
aree in pericolosità idraulica I3 - PIE
aree in pericolosità idraulica I4 – PIME; per queste aree si applica anche quanto previsto dal punto m art. 3.2.2.1 del DPGR 53/R 2011 “possono essere previsti ulteriori interventi, diversi da quelli indicati nelle lettere dalla a) alla l) di cui al presente paragrafo, per i quali sia dimostrato che la loro natura è tale da non determinare pericolo per le persone e beni, da non aumentare la pericolosità in altre aree e purchè siano adottate, ove necessario, idonee misure atte a ridurne la vulnerabilità.

Per quanto concerne le prescrizioni relative a garantire l'assenza di trasformazioni irreversibili dell'assetto idrogeologico e delle falde idriche ed il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque di falda preesistenti agli interventi di escavazione, nelle aree sensibili di classe 2 di cui al PTCP 2010, adottato con DCP n. 18 del 17.03.2010 ed in quelle relative ai corpi idrici sotterranei significativi di cui al Piano di tutela delle acque della Toscana, approvato con DCRT n. 6 del 25.01.2005 si applicano le procedure di cui al successivo art. 10 comma 12. Nei siti estrattivi ricadenti nelle aree di cui al precedente art. 9 comma 3 al fine di garantire l'assenza di trasformazioni irreversibili dell'assetto idrogeologico e delle falde idriche ed il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque di falda preesistenti agli interventi di escavazione, non dovrà essere modificata la geometria degli spessori di depositi inerti naturali che ospitino una falda acquifera permanente o comunque rilevante per l'ambiente e gli habitat, per tutto lo spessore dell'escursione freatica. A tutela della potenzialità di accumulo idrico e della qualità chimico-fisica della risorsa sotterranea, il franco tra la superficie di massima escavazione ed il livello freatico medio calcolato sulla base di misurazioni mensili eseguite per almeno un anno solare della falda, ove presente, dovrà essere di almeno mezzo metro, salvo quanto diversamente indicato negli indirizzi specifici, riferiti a singola area estrattiva individuata, così come riportati nella Carta delle Prescrizioni localizzative delle aree estrattive. La quota del livello piezometrico verrà registrata prima dell'approvazione del progetto di coltivazione e dovrà essere costantemente monitorata da tecnici del comune.

Obiettivi da perseguire:

Attuare le previsioni del PAERP attraverso il recupero ambientale dell'area ex estrattiva per ricondurla agli usi agricoli senza asportazione di materiali, anche attraverso l'utilizzo di "bonifiche per colmata" a seguito della realizzazione di vasche di decantazione in terra per la sedimentazione delle acque di lavaggio della Ditta Inerti Scavi Srl provenienti dal confinate impianto di lavorazione ubicato nel Comune di Siena; in questo caso il progetto dovrà essere corredato delle autorizzazioni secondo le normative nazionali e regionali vigenti per la gestione dei rifiuti provenienti dall'attività estrattiva collocata nel Comune di Siena. Qualora il Comune di Castelnuovo Berardenga non venga direttamente coinvolto nel rilascio delle autorizzazioni suddette si riserva di autorizzare o meno quanto proposto dal progetto di recupero ambientale.

Funzioni e destinazioni d'uso:

Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

Agricola ed altre attività ad essa connesse.

Strumenti attuativi:

Strumenti attuativi previsti dal PAERP, autorizzazione comunale ai sensi degli articoli 12 e 13 della L. R. 78/98.

Prescrizioni e indirizzi progettuali:

Il progetto sarà articolato in tre lotti parziali successivi da evidenziare in sede di progetto; i lotti già oggetto di escavazione dovranno essere recuperati gradualmente per singoli lotti, in modo da limitare l'impatto ambientale sul territorio circostante; è prevista una sovrapposizione tra il ripristino e la nuova autorizzazione di due lotti adiacenti, di massimo anni uno. In caso di mancato rispetto dei tempi indicati è prevista la sospensione della autorizzazione fino al collaudo del ripristino e l'attivazione delle polizze fideiussorie dei lotti interessati, in caso l'esercente non concluda i lavori entro un anno dall'ordinanza.

Al fine di limitare interferenze tra le attività e regime idrologico delle acque di infiltrazione, il progetto dovrà prevedere l'utilizzo di lotti organizzati in modo da mantenere delle "aree di non escavazione" tra lotti distinti e, laddove la qualità del terreno naturale sia tale da non garantire una adeguata permeabilità, la realizzazione di setti drenanti formati con materiale naturale, al fine di garantire il drenaggio delle acque e l'infiltrazione nel sottosuolo.

La durata dell'esercizio su tutti e tre i lotti e di massimo 10 anni complessivi.

Non è ammessa l'asportazione del materiale, il progetto di coltivazione dovrà riportare l'area alle condizioni di quota originarie o comunque al "pari"; non è prevista la realizzazione di invasi e/o laghetti. Non è prevista la realizzazione di manufatti di servizio.

Indirizzi specifici per il recupero ambientale dell'area:

La morfologia dell'area e la tipologia del materiale oggetto di coltivazione si prestano ad un recupero morfologico che prevede la realizzazione di versanti uniformemente inclinati. L'area potrà essere ricondotta all'uso originario del suolo ed eventualmente all'istallazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, fermo restando la necessità di verificare le interferenze con gli aspetti paesaggistici. Per quanto riguarda le prescrizioni relative all’istallazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili si deve fare riferimento all’art.20.3 delle NTA. Per quanto non diversamente specificato si rimanda alle NTA del PAERP.