Schede norma

Ed4- Cava Pancole

Descrizione dell'area:

L'area è ubicata fra il Torrente Arbia e il soprastante abitato di Monteaperti, raggiungibile dalla strada comunale delle Quattro Torri. Essa è prevista dal PAERP (codice 906 III 0) e inserita nel RU come Prescrizione Localizzativa con estensione di 9,67 Ha. L'area è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004 lettera a), pertanto il progetto di coltivazione e recupero ambientale dovrà contenere misure di mitigazione basate sulla tutela dei valori paesaggistici, ambientali e territoriali dell'area interessata.

Inquadramento geologico:

Pericolosità geologica: G3
Pericolosità idraulica: I2, I3, PIE, I4, PIME
Acquiferi: aree sensibili di classe 2
Fattibilità geologica: 3
Fattibilità idraulica: 3

Non possono essere previste infrastrutture né edifici anche provvisori nelle seguenti aree:
aree in pericolosità geologica G4 - PFME
aree in pericolosità idraulica I3 - PIE
aree in pericolosità idraulica I4 – PIME; per queste aree si applica anche quanto previsto dal punto m art. 3.2.2.1 del DPGR 53/R 2011 “possono essere previsti ulteriori interventi, diversi da quelli indicati nelle lettere dalla a) alla l) di cui al presente paragrafo, per i quali sia dimostrato che la loro natura è tale da non determinare pericolo per le persone e beni, da non aumentare la pericolosità in altre aree e purchè siano adottate, ove necessario, idonee misure atte a ridurne la vulnerabilità.

Per quanto concerne le prescrizioni relative a garantire l'assenza di trasformazioni irreversibili dell'assetto idrogeologico e delle falde idriche ed il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque di falda preesistenti agli interventi di escavazione, nelle aree sensibili di classe 2 di cui al PTCP 2010, adottato con DCP n. 18 del 17.03.2010 ed in quelle relative ai corpi idrici sotterranei significativi di cui al Piano di tutela delle acque della Toscana, approvato con DCRT n. 6 del 25.01.2005 si applicano le procedure di cui al successivo art. 10 comma 12. Nei siti estrattivi ricadenti nelle aree di cui al precedente art. 9 comma 3 al fine di garantire l'assenza di trasformazioni irreversibili dell'assetto idrogeologico e delle falde idriche ed il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque di falda preesistenti agli interventi di escavazione, non dovrà essere modificata la geometria degli spessori di depositi inerti naturali che ospitino una falda acquifera permanente o comunque rilevante per l'ambiente e gli habitat, per tutto lo spessore dell'escursione freatica. A tutela della potenzialità di accumulo idrico e della qualità chimico-fisica della risorsa sotterranea, il franco tra la superficie di massima escavazione ed il livello freatico medio calcolato sulla base di misurazioni mensili eseguite per almeno un anno solare della falda, ove presente, dovrà essere di almeno mezzo metro, salvo quanto diversamente indicato negli indirizzi specifici, riferiti a singola area estrattiva individuata, così come riportati nella Carta delle Prescrizioni localizzative delle aree estrattive. La quota del livello piezometrico verrà registrata prima dell'approvazione del progetto di coltivazione e dovrà essere costantemente monitorata da tecnici del comune.

Obiettivi da perseguire:

Attuare le previsioni del PAERP attraverso l'escavazione di inerti per gli usi consentiti e nei limiti previsti dal Piano Cave provinciale. È possibile l’inserimento all’interno dell’area di impianti temporanei per il recupero di rifiuti non pericolosi all'interno delle aree di cava, fatte salve le prescrizioni relative alla pericolosità idraulica e geologica.

Funzioni e destinazioni d'uso:

Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

Attività estrattive, agricole e attività connesse.

Strumenti attuativi:

Strumenti attuativi previsti dal PAERP, autorizzazione comunale ai sensi degli articolo 12 e 13 della L.R.78/98.

Parametri urbanistici:

Per quanto concerne la quantità da scavare si fa riferimento agli indirizzi del PAERP e alle indagini geologiche di dettaglio da allegare al Progetto di Cava. Per i manufatti di servizio si prevede una SUL max. di 300 mq. Essi saranno realizzati in legno o comunque con materiali leggeri e facilmente rimovibili per una durata temporanea commisurata alla vita della cava.

Prescrizioni e indirizzi progettuali:

L'escavazione di inerti dovrà essere eseguita nel rispetto delle prescrizioni provinciali, di quelle contenute agli artt.20, 22 e 27 delle NTA e contenute nel progetto di escavazione.

Il piano di coltivazione prevederà preferibilmente l'escavazione per spianamenti orizzontali su livelli i spessore di 2 metri e comunque tale da essere compatibile con lo spessore del giacimento sfruttabile.

L'escavazione dovrà avvenire per trance di dimensioni tali da garantire scoperchia menti di giacimento di dimensione limitata e di durata dell'ordine di un anno, possibilmente disposti in direzione ortogonale rispetto all'andamento delle isopieze. Tra le singole trance sono da prevedere aree di non escavazione al fine di garantire il drenaggio delle acque meteoriche e di quelle eventualmente provenienti dai rilievi al contorno e quindi l'infiltrazione nel sottosuolo. Preventivamente alla fase di coltivazione (almeno un anno prima) dovranno essere istallati appositi piezometri di monitoraggio del livello di falda al fine di evitare interferenze tra scavi e acque sotterranee e monitorare gli effetti quali-quantitativi dell'attività di coltivazione sulla eventuale risorsa idrica sotterranea.

Al fine di ricondurre l'area, al termine della coltivazione, all'uso originario di terreno agricolo, particolare attenzione e cura dovrà essere posta nella conservazione del terreno che dovrà avvenire all'interno dell'area di cava. Gli eventuali impianti di lavorazione, e/o impianti di recupero rifiuti non pericolosi, dovranno essere collocati il più lontano possibile dal Fiume Arbia sia per motivi di sicurezza idraulica, previo parere favorevole espresso dall'Autorità di Bacino competente, sia di tutela ambientale. Nell'area non potranno essere installati impianti di recupero dei rifiuti speciali non pericolosi. Per l'attuazione della previsione è previsto un tempo massimo di anni 6, compreso i tempi per il ripristino ambientale finale.

Indirizzi specifici per il recupero ambientale dell'area:

Per quanto concerne il recupero ambientale della cava, l'area potrà essere ricondotta all'uso del suolo agricolo originario e solo dopo avere valutato i possibili effetti sul regime idrogeologico superficiale e sotterraneo, potrà essere presa in considerazione la possibilità di realizzare eventuali invasi che tuttavia non potranno essere in collegamento con la falda acquifera. Per quanto non diversamente specificato si rimanda alle NTA del PAERP.