Schede norma

Ed5- Cava Castelnuovo Scalo

Descrizione dell'area:

L'area è ubicata ad est dell'abitato di Stazione a confine con il territorio comunale di Asciano. Sorge a nord dell'impianto della Fornace ed è raggiungibile dalla strada vicinale della Casanuova e dalla viabilità di collegamento con la Fornace. Essa è prevista dal PAERP (codice 906 II) e inserita nel RU come Prescrizione Localizzativa con estensione di 52,84 Ha.

L'area è interessata dal vincolo idrogeologico ai sensi della LR 39/2000 e dal vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs.42/2004, pertanto il progetto di coltivazione e recupero ambientale dovrà contenere misure di mitigazione basate sulla tutela dei valori paesaggistici, ambientali e territoriali dell'area interessata.

Inquadramento geologico:

Pericolosità geologica: G3 – PFE, G4 - PFME
Pericolosità idraulica: I2, I3 - PIE
Acquiferi: NC
Fattibilità geologica: 3
Fattibilità idraulica: 2

Non possono essere previste infrastrutture né edifici anche provvisori nelle seguenti aree:
aree in pericolosità geologica G4 - PFME
aree in pericolosità idraulica I3 - PIE
aree in pericolosità idraulica I4 – PIME; per queste aree si applica anche quanto previsto dal punto m art. 3.2.2.1 del DPGR 53/R 2011 “possono essere previsti ulteriori interventi, diversi da quelli indicati nelle lettere dalla a) alla l) di cui al presente paragrafo, per i quali sia dimostrato che la loro natura è tale da non determinare pericolo per le persone e beni, da non aumentare la pericolosità in altre aree e purchè siano adottate, ove necessario, idonee misure atte a ridurne la vulnerabilità.

Obiettivi da perseguire:

Attuare le previsioni del PAERP attraverso l'escavazione di inerti per gli usi consentiti e nei limiti previsti dal Piano Cave provinciale.

Funzioni e destinazioni d'uso:

Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

Attività estrattive, agricole e attività connesse.

Strumenti attuativi:

Strumenti attuativi previsti dal PAERP, autorizzazione comunale ai sensi degli articolo 12 e 13 della L.R.78/98.

Parametri urbanistici:

Per quanto concerne la quantità da scavare si fa riferimento agli indirizzi del PAERP e alle indagini geologiche di dettaglio da allegare al Progetto di Cava. Per i manufatti di servizio si prevede una SUL max. di 300 mq. Essi saranno realizzati in legno o comunque con materiali leggeri e facilmente rimovibili per una durata temporanea commisurata alla vita della cava.

Prescrizioni e indirizzi progettuali:

L'escavazione di inerti dovrà essere eseguita nel rispetto delle prescrizioni provinciali, di quelle contenute agli artt.20, 22 e 27 delle NTA e di quelle contenute nel progetto di escavazione.

Il piano di coltivazione prevederà preferibilmente l'escavazione per spianamenti orizzontali. L'attività di escavazione dovrà essere accompagnata da un'attenta gestione della rete di smaltimento delle acque, in quanto, per la naturale permeabilità dei terreni oggetto di sfruttamento, il deflusso superficiale assume notevole valenza rispetto all'infiltrazione nel sottosuolo che risulta praticamente nulla. Al fine di ricondurre l'area al termine della coltivazione all'uso originario di terreno agricolo, particolare attenzione e cura dovrà essere posta nella conservazione del terreno originario, in quanto già allo stato naturale si presenta di limitato spessore e scarsamente evoluto; inoltre essendo la cava collegata all'impianto della fornace, il terreno potrà essere conservato anche al di fuori dell'area di cava, nell'ambito dei piazzali di stoccaggio della fornace stessa. L'area non si presta all'istallazione di impianti di recupero dei rifiuti speciali non pericolosi.

Vanno messe in atto tutte le misure per prevenire contaminazioni di polveri e materiali di cava con le acque del corso d'acqua vicino. Lo strumento attuativo deve essere dotato di Relazione di Incidenza ai sensi del DPR 357/1997 e s.m.e i. e della L.R. 56/2000, che tenga di conto anche delle fasi di lavorazione vista la presenza del SIR "Crete di Camposodo e Crete di Leonina".

Il progetto di cava sarà articolato in lotti parziali successivi da evidenziare in sede di progetto; i lotti di escavazione dovranno essere recuperati gradualmente prima dell'avvio del lotto successivo in modo da limitare l'impatto ambientale sul territorio circostante, è prevista una sovrapposizione tra il ripristino e la nuova autorizzazione, di due lotti adiacenti, di massimo anni uno. In caso di mancato rispetto dei tempi indicati è prevista la sospensione della autorizzazione fino al collaudo del ripristino e l'attivazione delle polizze fideiussorie dei lotti interessati, in caso l'esercente non concluda i lavori entro un anno dall'ordinanza. Per l'attuazione della previsione è previsto un tempo massimo di anni 15 compreso il ripristino ambientale finale.

La Tav.04b di RU contiene la previsione di massima definita attraverso un corridoio infrastrutturale che collega la cava con lo svincolo di Castelnuovo Berardenga sulla S.S. Siena-Bettolle, corrente in riva sinistra del torrente Marinello. Tale corridoio ha lo scopo di eliminare il traffico pesante legato all'attività della fornace dall'abitato di Castelnuovo Scalo. Saranno gli accordi fra i Comuni di Castelnuovo Berardenga e di Asciano a definire il progetto esecutivo dell'opera, i tempi di esecuzione e l'attribuzione degli oneri relativi.

Indirizzi specifici per il recupero ambientale dell'area:

La morfologia dell'area e la tipologia del materiale oggetto di coltivazione si prestano ad un recupero morfologico che prevede la realizzazione di versanti uniformemente inclinati. L'area potrà essere ricondotta all'uso originario del suolo ed eventualmente all'istallazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, fermo restando la necessità di verificare le interferenze con gli aspetti paesaggistici. Per quanto non diversamente specificato si rimanda alle NTA del PAERP.