Presentazione liste e candidature

ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Presentazione delle candidature alla carica di Sindaco e di Consigliere Comunale
Informazioni redatte sulla base di quelle stilate dal Ministero dell’Interno per elezioni amministrative 2013 reperibili al link http://elezioni.interno.it/pubblicazioni.html

 

Si vota con una sola scheda per eleggere sia il Sindaco che i Consiglieri Comunali.
I requisiti per diventare Sindaco sono definiti dal D.Lgs. 18/08/2000, n. 267: può essere eletto Sindaco un elettore di un qualsiasi comune della Repubblica Italiana, maggiorenne; questo significa che può essere eletto Sindaco anche un cittadino che non risieda nel comune stesso. Viene eletto, contestualmente all’elezione del consiglio comunale, a suffragio universale e diretto dai cittadini del comune.
Si fa presente che il decreto legislativo 12 aprile 1996, n. 197, ha recepito la direttiva comunitaria che prevede l’attribuzione dell’elettorato attivo e passivo, alle elezioni comunali e circoscrizionali, ai cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, equiparandoli, per tale verso e a tutti gli effetti, ai cittadini italiani; solamente le cariche di Sindaco e di vice Sindaco sono riservate ai cittadini italiani.

Lista elettorale:
Ciascun candidato alla carica di Sindaco sarà affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di Consigliere.
Sulla scheda è già stampato il nome del candidato Sindaco, con accanto a ciascun candidato il contrassegno della lista che lo appoggia.
Il voto per il Sindaco e quello per il Consiglio sono uniti: votare per un candidato Sindaco significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia.
Viene eletto Sindaco, il candidato che ottiene il maggior numero di voti.
In caso di parità di voti tra due candidati si tornerà a votare (ballottaggio) per questi ultimi la seconda domenica successiva.
Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due avrà ottenuto più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano.
Una volta eletto il Sindaco viene anche definito il Consiglio: alla lista che appoggia il Sindaco eletto andranno i 2/3 dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra le altre liste.

La lista deve comprendere un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore ai tre quarti (cifra arrotondata sempre all’unità superiore in caso di decimali), quindi:
– da almeno 9 e da non più di 12 candidati, nei comuni con popolazione da 5.001 a 10.000 abitanti

Il principio dell’equilibrio dei generi:
Nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati previsti, con l’eventuale arrotondamento all’unità superiore qualora il numero dei candidati del genere meno rappresentato da comprendere nella lista contenga una cifra inferiore a 50 centesimi.
Quindi se la lista presentata è di 9 consiglieri occorrono 6 nominativi di un sesso e 3 di un altro, mentre se la lista presentata è di 12 occorrono 8 di un sesso e 4 di un altro come a seguito indicato: 

 

Popolazione del Comune
 
N. consiglieri da eleggere e numero MASSIMO dei candidati di ogni lista determinato dalla legge N. minimo dei candidati di ogni lista determinato dalla legge
 
Determinazione del numero dei candidati corrispondente a quello MINIMO di ogni lista
 
Quote di genere determinate nel numero MASSIMO  complessivo dei candidati che è possibile presentare
(Se la lista è di 12 candidati) **
  2/3             1/3
Quote di genere determinate nel numero MINIMO   complessivo dei candidati che è possibile presentare
 
(se la lista è di 9 candidati) **
2/3                 1/3 
Tra i 3.001 e i 10.000
 
12
 
3/4
 
9
 
8      
 
   4        6
 
3
 
 
                   

*Nei comuni sino a 15.000 abitanti, per il conteggio del numero minimo dei candidati, le cifre decimali sono sempre arrotondate all’unità superiore.
** Nel conteggio delle quote di genere è arrotondata all’unità superiore soltanto la quota che presenti la cifra

Documenti da allegare alla presentazione della candidatura:

1) candidatura alla carica di Sindaco e lista dei candidati alla carica di consigliere comunale;
2) dichiarazione di presentazione della lista;
3) certificati attestanti che i presentatori della lista sono iscritti nelle liste elettorali
del comune;
4) dichiarazioni autenticate di accettazione della candidatura per la carica di Sindaco e per la candidatura alla carica di consigliere comunale contenenti la dichiarazione sostitutiva di ogni candidato Sindaco e consigliere attestante l’insussistenza della condizione di incandidabilità;
5) certificati attestanti che i candidati sono iscritti nelle liste elettorali di un comune della Repubblica;
6) modello di contrassegno di lista.
7) programma amministrativo.

I candidati compresi nella lista devono essere contrassegnati con un numero d’ordine progressivo.
Con la lista deve anche essere presentato il nome e cognome del candidato alla carica di Sindaco e di tutti i singoli candidati, sia alla carica di Sindaco sia a quella di consigliere comunale, compresi nella lista deve essere indicato il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita.
Per i candidati alla carica di consigliere comunale che siano cittadini dell’Unione europea, deve essere specificato anche lo Stato di cui siano cittadini.
La lista dei candidati va presentata con apposita dichiarazione scritta.
La legge non prescrive una particolare formulazione per detta dichiarazione: sarà, perciò, sufficiente che contenga i requisiti sostanziali che la legge stessa richiede.

Sottoscrizione della lista:
La dichiarazione di presentazione delle liste dei candidati al consiglio comunale e delle collegate candidature alla carica di Sindaco, per ogni comune, deve essere sottoscritta da non meno di 60 e da non più di 120 elettori.

All’atto della presentazione della lista, ciascun candidato alla carica di Sindaco deve dichiarare di non aver accettato la candidatura in altro comune.
Le sottoscrizioni sono nulle se anteriori al 180º giorno precedente il termine finale fissato per la presentazione delle candidature (articolo 14, comma 3, della legge 21 marzo 1990, n. 53, e successive modificazioni).
Sembra logicamente inammissibile per il Ministero dell’Interno, e contrario alla funzione assegnata dalla legge alla dichiarazione di cui trattasi, che i candidati figurino tra i presentatori delle liste e, pertanto, le loro eventuali sottoscrizioni devono ritenersi come non apposte.

Nessun elettore può sottoscrivere più di una dichiarazione di presentazione di lista (ammenda da 200 a 1.000 euro).

A norma dell’articolo 28, secondo comma, e dell’articolo 32, terzo comma, del testo unico 16 maggio 1960, n. 570, e successive modificazioni, la firma degli elettori deve essere apposta su appositi moduli riportanti il contrassegno di lista, il nome, cognome, luogo e data di nascita di ciascuno dei candidati, nonché il nome, cognome, luogo e data nascita di ognuno dei sottoscrittori.

Le candidature e le liste possono essere contraddistinte con la denominazione e il simbolo di un partito o di un gruppo politico che abbia avuto eletto un proprio rappresentante anche in una sola delle due Camere o nel Parlamento Europeo o che sia costituito in gruppo parlamentare anche in una sola delle due Camere nella legislatura in corso alla data di indizione dei comizi elettorali, a condizione che, all’atto di presentazione della candidatura o della lista, sia allegata, oltre alla restante documentazione, una dichiarazione sottoscritta dal presidente o dal segretario del partito o gruppo politico o dai presidenti o segretari regionali o provinciali di essi, che tali risultino per attestazione dei rispettivi presidenti o segretari nazionali ovvero da rappresentanti all’uopo da loro incaricati con mandato autenticato da notaio, attestante che le liste o le candidature sono presentate in nome e per conto del partito o gruppo politico stesso (articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 28 aprile 1993, n. 132).

La firma di ogni sottoscrittore, in ogni caso, deve essere autenticata – a norma dell’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53, e successive modificazioni (6) – da notaio, giudice di pace, cancelliere e collaboratore delle cancellerie delle corti d’appello, dei tribunali o delle sezioni distaccate dei tribunali, segretario delle procure della Repubblica, presidente della provincia, Sindaco, assessore comunale, assessore provinciale, presidente del consiglio comunale, presidente del consiglio provinciale, presidente del consiglio circoscrizionale, vice presidente del consiglio circoscrizionale, segretario comunale, segretario provinciale, funzionario incaricato dal Sindaco, funzionario incaricato dal presidente della provincia nonché consigliere provinciale o consigliere comunale che abbia comunicato la propria disponibilità, rispettivamente, al presidente della provincia o al Sindaco.
L’autenticazione deve essere redatta con le modalità di cui all’articolo 21, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

Si rammenta che il Ministero della Giustizia ha espresso il parere secondo il quale i pubblici ufficiali previsti dal menzionato articolo 14, ai quali è espressamente attribuita la competenza ad eseguire le autenticazioni delle firme dei sottoscrittori, dispongono del potere di autenticare le sottoscrizioni stesse esclusivamente nel territorio di competenza dell’ufficio di cui sono titolari. Di conseguenza per esemplificare il consigliere di un ente locale non è legittimato ad autenticare le firme degli elettori e dei candidati di una competizione elettorale alla quale sia estraneo l’ente in cui sono incardinate le sue funzioni, come in quelle per il rinnovo del consiglio di altro comune per il consigliere comunale o di altra provincia per il consigliere provinciale.

Ogni sottoscrittore deve essere elettore, ivi compresi i cittadini dell’Unione europea residenti nel comune, e per rendere, nello stesso tempo, facile e rapido l’accertamento di tale condizione, è necessario che ogni lista di candidati sia corredata dei certificati comprovanti, nei sottoscrittori, il possesso del requisito di cui trattasi.
Tali certificati potranno essere anche collettivi, e dovranno essere rilasciati dai sindaci nel termine improrogabile di ventiquattro ore dalla richiesta.

Delegati di lista:
La facoltà di indicazione dei delegati è prevista anche nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti, ai fini della loro assistenza alle operazioni di sorteggio delle liste e della designazione dei rappresentanti di lista presso ogni seggio elettorale (articolo 30, ultimo comma, del testo unico 16 maggio 1960, n. 570, e successive modificazioni, e articolo 16, comma 3, della legge 21 marzo 1990, n. 53). Nulla vieta che la scelta dei delegati cada su persone che siano anche presentatori o candidati.
L’indicazione, però, dei delegati di lista nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti non è un elemento essenziale della dichiarazione di presentazione della lista. Una eventuale mancata indicazione di tali delegati non importerà la nullità della dichiarazione; avrà come sola conseguenza l’impossibilità, da parte dei presentatori della lista, di assistere alle operazioni di sorteggio delle liste e di nominare rappresentanti della lista.

Contrassegno:
Il candidato alla carica di Sindaco, nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti, dovrà essere affiancato da un contrassegno.
I predetti contrassegni saranno riprodotti sul manifesto recante le liste dei candidati e sulle schede di votazione.
Affinché la commissione elettorale circondariale non ricusi il loro contrassegno, i presentatori dovranno, nel proprio interesse, evitare che esso sia identico o possa facilmente confondersi con quello di altra lista già presentata o con quello notoriamente usato da partiti o raggruppamenti politici cui sono estranei i presentatori medesimi; è poi da evitare, da parte di coloro che non ne sono autorizzati, l’uso dei contrassegni di lista riproducenti simboli o elementi caratterizzanti di simboli usati tradizionalmente da partiti presenti in Parlamento.
È vietato l’uso di contrassegni che riproducono immagini o soggetti di natura religiosa (immagini della Croce, della Vergine, dei Santi, ecc.) (articoli 30 e 33 del testo unico 16 maggio 1960, n. 570, e successive modificazioni); deve considerarsi vietato anche l’uso di simboli propri del Comune.
Il modello del contrassegno dovrà essere presentato in triplice esemplare e potrà essere anche figurato, e sarà riprodotto sulle schede di votazione con i colori del contrassegno depositato ai sensi degli articoli 28 e 32 del testo unico n. 570 (articolo 27, terzo comma, secondo periodo, del testo unico 16 maggio 1960, n. 570, e successive modificazioni).
Per evitare inconvenienti e difficoltà nella riproduzione dei contrassegni sulle schede, si ritiene opportuno suggerire ai presentatori delle liste che i contrassegni siano disegnati su carta lucida, con inchiostro di china o tipografico, in due misure diverse, rispettivamente circoscritti uno da un cerchio del diametro di cm 10 (per la riproduzione sul manifesto delle liste dei candidati) e l’altro da un cerchio del diametro di cm 3 (per la riproduzione sulla scheda di votazione), da presentare in  numero 3 copie ciascuno: in tal modo, gli stessi presentatori avranno anche la possibilità di aver esatta, immediata cognizione di come risulterà sulla scheda di votazione il contrassegno da loro prescelto.
Si tenga presente che anche eventuali diciture facenti parte del contrassegno dovranno risultare circoscritte dal cerchio.
Per evitare ogni dubbio da parte delle autorità incaricate della stampa dei manifesti e delle schede, è necessario che i disegni dei modelli anzidetti siano perfettamente identici nelle due misure e che venga indicata la parte superiore e quella inferiore dei modelli medesimi.

La presentazione delle candidature:
La presentazione delle candidature alla carica di Sindaco e delle liste dei candidati alla carica di consigliere comunale con i relativi allegati deve essere effettuata dalle ore 8 del 30º giorno alle ore 12 del 29º giorno antecedenti la data della votazione in segreteria che sarà aperta nel primo giorno, dalle
ore 8 alle ore 20 e, nel secondo giorno, dalle ore 8 alle ore 12.
Il segretario comunale o chi lo sostituisce legalmente, per obbligo di legge, deve rilasciare, per ogni lista depositata, a coloro che materialmente effettuano la presentazione, una ricevuta dettagliata, che deve indicare, oltre al giorno e all’ora precisa di presentazione, l’elenco particolareggiato di tutti gli atti depositati; ciò al fine di evitare eventuali contestazioni nel caso di documentazioni incomplete.
Tutto il materiale è trasmesso alla commissione elettorale circondariale, che, al termine delle proprie operazioni, procede all’assegnazione di un numero progressivo a ciascuna lista ammessa mediante sorteggio. È evidente, quindi, che i contrassegni delle liste verranno riportati, sul manifesto dei candidati e sulle schede di votazione, secondo l’ordine definitivo risultato dal sorteggio.

Il principio dell’equilibrio dei generi - La doppia preferenza di genere:
Il principio dell’equilibrio dei generi si realizza anche attraverso le disposizioni che prevedono la possibilità di esprimere la doppia preferenza nel voto, purché per candidati di genere diverso tra di loro. Al riguardo è previsto l’annullamento della seconda preferenza eventualmente espressa dall’elettore, nel caso in cui le due preferenze si riferiscano entrambe a candidati dello stesso sesso.
In attuazione del disposto normativo sono state introdotte modifiche ai modelli di scheda.
In particolare nei modelli di scheda di voto predisposti, sotto o accanto ogni contrassegno di lista, sono stampate due righe tratteggiate per l’espressione di non più di due voti di preferenza per candidati della stessa lista di sesso tra loro diverso.