Norme Tecniche di attuazione del Piano Strutturale

Titolo I Principi e riferimenti generali

art. 1 Finalità e contenuti

1. Il Piano Strutturale (di seguito denominato P.S.) del Comune di Castelnuovo Berardenga quale strumento della pianificazione comunale, persegue le finalità indicate dagli artt. 1 e 3 della L.R. 1/2005 al fine di garantire lo sviluppo sostenibile del territorio, nel rispetto dei caratteri ambientali, insediativi e paesistici che lo contraddistinguono.

2. Per il perseguimento delle proprie finalità, il P.S., sulla base di un approfondito quadro conoscitivo ed in relazione alla ricognizione delle prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (di seguito denominato P.T.C.P.) e del Piano di Indirizzo Territoriale (di seguito denominato P.I.T.), definisce attraverso gli elaborati di cui all'art. 2:

  1. a) Lo statuto del territorio di cui all'art. 5 della L.R. 1/2005, con i contenuti di cui al comma 1 dell'art. 53 della L.R. 1/2005;
  2. b) La strategia dello sviluppo territoriale con i contenuti di cui ai commi 2, 3, 4 dell'art. 53 della L.R. 1/2005.

3. La parte statutaria è costituita da principi durevoli di tutela del patrimonio territoriale e di criteri di uso delle risorse (Statuto del territorio) ed è contenuta nella Parte II (Titoli I - II - III - IV) delle presenti Norme.

4. La parte strategica di cui al comma 2 punto b), finalizzata a definire gli obiettivi e gli indirizzi per il governo del territorio comunale, preordinando azioni di conservazione, riqualificazione e trasformazione coerenti con i principi fissati nello Statuto del territorio e rispondenti alle esigenze di sviluppo della società locale, è contenuta nella Parte III (Titoli I - II - III) delle presenti Norme.

art. 2 Elaborati / Elementi costitutivi del Piano Strutturale

1. Sono elementi costitutivi del Quadro conoscitivo del P.S. i seguenti documenti e elaborati grafici:

Verifica stato di attuazione P.R.G. vigente
Fi - Aspetti fisiografici
  nord sud scala
Fi01Carta geologicaFi01aFi01b1:10.000
Fi02Carta geomorfologicaFi02aFi02b1:10.000
Fi03Carta litotecnicaFi03aFi03b1:10.000
Fi04Carta della pendenza dei versantiFi04aFi04b1:10.000
Fi05Carta idrogeologica e della vulnerabilità degli acquiferiFi05aFi05b1:10000
Fi06Carta per la tutela delle risorse idricheFi06aFi06b1:10.000
Fi07Carta degli ambiti e della pericolosità idraulicaFi07aFi07b1:10.000
Fi08Carta degli aspetti sismiciFi08aFi08b1:10.000
Fi09Carta della pericolosità geologicaFi09aFi09b1:10.000
Fi10Carta dei bacini e del reticolo delle acque superficialiFi10aFi10b1:10.000
Fi11Carta della stabilità integrata dei versantiFi11aFi11b1:10.000
Fi12Relazione sulle indagini geologico-tecniche  
Fi15Carta adeguamento piani di bacino pericolosità geomorfologicaFi15aFi15b1:10.000
Fi16Carta adeguamento piani di bacino pericolosità idraulicaFi16aFi16b1:10.000
Ag - Aspetti agronomici e vegetazionali
  nord sud scala
Ag01 Carta della struttura agrariaAg01aAg01b1:10.000
Ag02 Carta dei valori ambientaliAg02aAg02b1:10.000
Ag03 Carta dell'uso attuale del suoloAg03aAg03b1:10.000
Am - Aspetti ambientali
  scala
Am01 La risorsa acquaRisorse idriche: valutazione, fabbisogni e gestione 
Am02 Piano Comunale di classificazione acustica1:20.000
Am03 Campi elettromagnetici1:20.000
Am04 Assolazioni1:20.000
Am05 Studio anemologico nel Comune di Castelnuovo Berardenga 
Am06 Ambito di potenziale installazione di impianti eolici1:20.000
In - Aspetti infrastrutturali e trasportistici
  scala
In01 Viabilità1:20.000
In02 Modi del trasportoIn02aParte I - Modello del trasporto pubblico su gomma e su ferro 
In02bParte II - Modello di traffico del trasporto privato In02cParte III - Studio sulla mobilità
Vi - Vincoli e prescrizioni
  nord sud scala
Vi01 Elementi del P.T.C.P. 1:20.000
Vi02 VincoliVi02aVi02b1:10.000
Vi03 Coerenza PIT e P.T.C.P.  
Mo - Insediamenti e territorio. Morfologia e struttura
  nord sud scala
Mo01 Periodizzazione del patrimonio edilizio e delle infrastrutture viarie (1820, 1906, 1954, 1984, 1998, 2002)Mo01aMo01b1:10.000
Mo02 Attrezzature e servizi di interesse pubblico.
Reti tecnologiche
 1:20.000
Mo03 Atlante delle aree urbane di rilevanza storica (Castelnuovo Berardenga, Villa a Sesta, San Felice, Vagliagli, Rosennano, San Gusmè)estratto catasto toscano  
volo 1954  
volo 2005  
periodizzazione su base attuale  
servizi  
forma urbis  
Mo04 Catasto Generale Toscano di Terra Ferma. (Mosaico 1825)Mo04aMo04b1:10.000
Mo05 Carta dei toponimi 1:20.000

2. Sono elementi costitutivi della parte statutaria del P.S. i seguenti elaborati grafici:

Si - Elaborati di sintesi
  nord sud scala
Si01-I Sistemi territoriali 1:20.000
Si02-I Patrimonio territorialeSi02aSi02b1:10.000
Si03-I Invarianti strutturali del territorioSi03aSi03b1:10.000

3. Sono elementi costitutivi della parte strategica del P.S. i seguenti elaborati grafici:

Si - Elaborati di sintesi
  scala
Si04-II Uso e tutela delle risorse1:20.000
Si05-II Valorizzazione delle risorse di carattere paesaggistico e culturale1:20.000
Si06-II U.T.O.E.1:20.000
Si07-II Atlante delle U.T.O.E.

4. Sono elementi costitutivi il P.S. i seguenti documenti:

Si - Elaborati di sintesi
  nord sud scala
Si08 Relazione di sintesi del processo di valutazione
Si08aRelazione sulle attività di valutazioneAllegato n° 4Valutazione del residuo di PRGC
Si08bRelazione di sintesi
Si09Relazione generale
Si10Norme per l'attuazione
Si11Valutazione d'incidenza

art. 3 Statuto del territorio

1. Lo Statuto del territorio risponde a quanto disposto all'art. 5 della L.R.1/2005 e contiene l'insieme coerente di regole finalizzate a tutelare l'esistenza della qualità dei rapporti che sono storicamente intercorsi fra attività umane di uso e trasformazione del territorio ed i caratteri fisici e naturali del territorio stesso e, contemporaneamente, a garantirne, mediante il P.S., la permanenza e lo sviluppo. Lo Statuto del territorio contiene pertanto i principi che devono essere osservati ai fini di una utilizzazione durevole delle risorse presenti nel territorio comunale.

2. Ai sensi dell'art. 53 comma 1 punto e della L.R.1/2005, lo statuto del territorio contiene anche la disciplina della valorizzazione del paesaggio e le disposizioni di dettaglio per la tutela dell'ambiente, dei beni paesaggistici e dei beni culturali. Contiene altresì le aree e gli immobili di notevole interesse pubblico.

3. Lo statuto del territorio è contenuto nella parte seconda titoli I-II-III-IV delle presenti norme.

art. 4 Patrimonio territoriale

1. Sono elementi costitutivi del patrimonio territoriale le manifestazioni visibili delle azioni di trasformazione di lungo periodo delle risorse locali da parte della società insediata che abbiano comunque prodotto incremento di valori intrinseci e relazionali delle risorse stesse collettivamente riconosciuti e condivisi.

2. Tali elementi sono descritti nella tav. Si02-I (Patrimonio territoriale) e costituiscono riferimento fondamentale per la statuizione delle regole di uso e tutela delle risorse da parte dello Statuto del territorio di cui all'art.3 delle presenti norme.

art. 5 Invarianti strutturali

1. Sono gli elementi definiti all'art. 4 della L.R.1/2005. In particolare sono riconosciuti come invarianti strutturali del territorio comunale di Castelnuovo Berardenga gli elementi fisici, economici, sociali e culturali presenti, espressione del perdurare di rapporti spaziali, produttivi, sociali e culturali che, nella lunga durata, hanno determinato l'assetto del territorio costituendone gli elementi identitari. Esse sono manifestazione localizzata delle risorse naturali e delle altre risorse essenziali, come definite dalle vigenti norme regionali, presenti nel territorio comunale.

2. Le invarianti strutturali sono soggette a specifici criteri di utilizzo e limiti di trasformabilità al fine di garantirne la tutela e la valorizzazione nei processi evolutivi senza che ciò dia luogo ad alcun indennizzo.

art. 6 Sistemi e sub-sistemi territoriali

1. Sono Sistemi e Sub-Sistemi Territoriali gli ambiti caratterizzati da una specifica e riconoscibile modalità di rapporto costitutivo tra gli elementi fisici naturali e le trasformazioni introdotte dal protrarsi di attività umane di lungo periodo. I Sistemi e Sub-sistemi Territoriali individuati sono coerenti con le Unità di paesaggio definite dal P.T.C.P.

2. La suddivisione del territorio comunale in sistemi e sub-sistemi è atto di contenuto progettuale e descrive assetti che derivano sia dal riconoscimento di specifici caratteri esistenti, sia da azioni di recupero, ripristino, integrazione o nuova realizzazione di elementi compatibili con i principi di costruzione del territorio e coerenti con la sua identità geostorica.

3. Per ogni Sistema e Sub-sistema Territoriale il P.S. definisce specifiche previsioni di uso e tutela delle risorse articolate in:

  • - descrizione dei caratteri territoriali (parte statutaria);
  • - definizione degli obiettivi di governo del territorio (parte strategica);
  • - strategie di pianificazione per il loro perseguimento (parte strategica).

art. 7 Unità Territoriali Organiche Elementari

1. Le Unità Territoriali Organiche Elementari (di seguito denominate U.T.O.E.) sono definite con riferimento ad ambiti territoriali complessi, appartenenti allo stesso Sistema, nei quali siano presenti differenti caratterizzazioni insediative, ambientali, infrastrutturali e storico-paesistiche, e nei quali debbano essere impiegate specifiche strategie progettuali al fine di conservare, integrare o riconfigurare le relazioni tra detti elementi, per il perseguimento degli obiettivi generali di governo del territorio definiti dal P.S..

2. Ciascuna U.T.O.E. è integrata da un Ambito territoriale di influenza che ne esprime il contesto solidale sotto il profilo socio-culturale.
Le U.T.O.E. individuate dal presente P.S. sono elencate all'art. 79.

art. 8 Elementi per la valutazione integrata degli effetti delle trasformazioni

1. Le Unità Territoriali Organiche Elementari (di seguito denominate U.T.O.E.) sono definite con riferimento ad ambiti territoriali complessi, appartenenti allo stesso Sistema, nei quali siano presenti differenti caratterizzazioni insediative, ambientali, infrastrutturali e storico-paesistiche, e nei quali debbano essere impiegate specifiche strategie progettuali al fine di conservare, integrare o riconfigurare le relazioni tra detti elementi, per il perseguimento degli obiettivi generali di governo del territorio definiti dal P.S..

2. Ciascuna U.T.O.E. è integrata da un Ambito territoriale di influenza che ne esprime il contesto solidale sotto il profilo socio-culturale.
Le U.T.O.E. individuate dal presente P.S. sono elencate all'art. 79.

art. 8bis Aspetti di coerenza al P.I.T. per gli aspetti inerenti il paesaggio

1. In riferimento al Piano di Indirizzo Territoriale/Piano Paesistico regionale (di seguito PIT/PPR), il presente Piano strutturale, tramite lo Statuto, assolve agli obiettivi di qualità paesaggistica contenuti nelle schede degli ambiti dei paesaggi regionali:

  1. AMBITO 32 CHIANTI
    Territori appartenenti ai comuni di: Territori appartenenti ai Comuni di: Barberino Val d'Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga , Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Poggibonsi, Radda in Chianti, San Casciano in Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Impruneta, Figline Valdarno, Cavriglia, Montevarchi, Bucine
  2. AMBITO 33a AREA SENESE- SUB-AMBITO CRETE SENESI
    Territori appartenenti ai Comuni di Asciano, Monteroni, Buonconvento, San Giovanni d'Asso, Trequanda, Rapolano, Castelnuovo Berardenga.
  3. AMBITO 33c AREA SENESE-SUB AMBITO SIENA E DELLE MASSE DI SIENA E BERARDENGA
    Territori appartenenti ai Comuni di: Siena, Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni

2. Le azioni prioritarie definite dalle schede degli ambiti di paesaggio regionali contenente nel PIT/PPR sono svolte dal presente PS per quanto attiene il livello della pianificazione territoriale e affidate al RU e agli altri atti di governo per quanto attiene il livello dell'urbanistica operativa e quello delle politiche di settore.
Il RU e gli atti di governo aventi effetti sul territorio e sul paesaggio dimostrano esplicitamente il loro contributo all'attuazione delle azioni del PIT/PPR, facendo riferimento alla valutazione integrata che fa parte integrante del presente Piano e in particolare facendo proprie le raccomandazioni delle azioni prioritarie dettate dal PIT nelle predette schede d'ambito

AMBITO 32: CHIANTI

ELEMENTI COSTITUTIVI NATURALI

Geomorfologia Idrografia naturale Vegetazione

Azioni prioritarie

  • - Predisposizione di una valutazione paesaggistica per l'apertura di nuove attività di escavazione e per il recupero delle zone degradate, rispetto ad un ambito da individuare assai più vasto di quello direttamente interessato o collegato alla attività, al fine di verificare o ricostituire la compatibilità paesaggistica e ambientale
  • - Individuare i sistemi degli impluvi e delle vegetazioni riparie da tutelare e alterati e attivare politiche di gestione e sostegno delle attività agricole che ne privilegino la conservazione e/o il ripristino nell'ambito delle opere di miglioramento agrario

ELEMENTI COSTITUTIVI ANTROPICI

Idrografia artificiale Paesaggio agrario e forestale storico Paesaggio agrario e forestale moderno

Azioni prioritarie

  • - Guidare le trasformazioni delle attività produttive agricolo forestali verso una gestione di sostenibilità (ambientale, ecologico e territoriale)
  • - Promuovere la gestione e manutenzione del paesaggio agrario quale elemento identitario della collettività.
  • - Dovranno essere limitate le diffusioni insediative in territorio aperto, incentivando il coordinamento intercomunale.
  • - Gli strumenti di pianificazione dovranno: identificare con migliore precisione la struttura paesistica primaria e gli areali di paesaggio storico, il loro grado di conservazione, le operazioni di ripristino e manutenzione necessarie, le tecniche, i costi e le forme di finanziamento e individuare le aree con specifiche problematiche fra attività agricola e conservazione del paesaggio, da disciplinare con adeguate normative. In particolare dovranno essere individuati gli ambiti di permanenza della struttura agraria tradizionale e della struttura profonda di impianto mezzadrile ancora presente.
  • - Incentivare la tutela degli ambiti di permanenza della struttura agraria tradizionale e della struttura profonda di impianto mezzadrie anche attraverso politiche di gestione delle attività agricole di sostegno.
  • - Per i nuovi impianti vitivinicoli e i reimpianti, individuare regole capaci di tutelare l'assetto idrogeologico e la qualità dei suoli, garantendo l'equilibrio ecologico e percettivo, anche attraverso la differenziazione colturale (ove possibile), la reintroduzione di siepi campestri tra monocolture, l'orientamento dei filari capaci di tutelare l'assetto idrogeologico e la qualità dei suoli, e soprattutto l'attivazione di politiche di gestione e sostegno nell'ambito delle opere di miglioramento agrario.
  • - Attivare e sostenere strategie di collaborazione con i privati e le amministrazioni.
  • - Nella realizzazione di nuove cantine dovrà essere attentamente verificato l'inserimento ambientale del nuovo assetto morfologico (armonia tra volumetrie interrate, grandi superfici di servizio e paesaggio), incentivando l'utilizzo delle strutture esistenti e limitando - ove possibile- l'apertura di nuovi fronti di costruito. Dovrà, inoltre, essere posta attenzione alla dimensione a alle finiture degli spazi esterni: superfici di manovra, accessi e i collegamenti con i locali di servizio, privilegiando -ove possibile- l'utilizzo della viabilità esistente e limitando gli sbancamenti allo "strettamente necessario" al sistema produttivo aziendale e utilizzando nelle trasformazioni morfologiche opere tecniche di ingegneria ambientale.
  • - Al fine di evitare che la riconversione residenziale, con i conseguenti frazionamenti, introducano nuovi volumi di servizio determinando alterazioni rilevanti del paesaggio agricolo, negli edifici che mutano destinazione dovranno essere mantenuti gli spazi e volumi a servizio della nuova destinazione e alla gestione delle aree di pertinenza.
  • - Al fine di evitare che la riconversione residenziale o l'utilizzazione agrituristica del patrimonio edilizio rurale con i conseguenti frazionamenti, introducano elementi dissonanti o determinino rilevanti cesure con il paesaggio agricolo, dovranno essere opportunamente regolate le pertinenze esterne (recinzioni, garages, viabilità di servizio, essenze arboree) ricercando una particolare essenzialità in armonia con la semplicità del contesto rurale.
  • - La realizzazione di nuovi campi da golf, dovrà essere verificata anche attraverso specifiche regole di indirizzo paesaggistico rispetto: alla presenza di permanenze storiche interne o in contatto visivo, alla occupazione di suolo, alla rimodellazione della morfologia dei luoghi, alla alterazione della maglia agraria tradizionale e della struttura sulla quale si fonda e soprattutto all'impatto visivo dei green e delle strutture di servizio sportivo.

INSEDIAMENTI E INFRASTRUTTURE

Insediamenti storici Insediamenti moderni Viabilità e infrastrutture storiche Viabilità e infrastrutture moderne

Azioni prioritarie

  • - Individuazione dei paesaggi di maggiore intervisibilità (di valore e di criticità) e individuazione di specifiche norme al fine di mantenerne il valore o aggiungere qualità e di individuare privilegiati coni visivi.
  • - Individuazione dei caratteri insediativi storici e locali, che per i sistemi residenziali ha come principio morfologico di base l'insediamento compatto dei centri e dei borghi in posizione di crinale (siano essi principali o secondari) e l'insediamento articolato (non diffuso) nel territorio agricolo secondo i principi dell'appoderamento.
  • - Individuazione dei siti, aree e infrastrutture produttivi, residenziali, commerciali-direzionali, e agricoli di maggiore qualità al fine di prevederne la tutela o e di criticità al fine di attribuzione di qualità architettonica aggiunta e coerenze paesaggistiche.
  • - Per i completamenti e le espansioni edilizie degli aggregati urbani, dovranno essere individuati gli elementi oggetto di valutazione paesaggistica in relazione agli effetti sia sulle immediate vicinanze che nelle vedute d'insieme quali: scala d'intervento rispetto all'esistente, consumo di suolo,aspetti energetici, valori estetico-culturali, sostenibilità e sperimentazione, visibilità, riconoscimento degli caratteri "identitari locali".
  • - Dovrà essere specificatamente controllata la qualità progettuale dei nuovi insediamenti (residenziali, commerciali-direzionali, agricoli,produttivi) in rapporto: agli aspetti energetici, ai valori estetico-culturali, alla sostenibilità e sperimentazione, alla visibilità, al riconoscimento degli caratteri "identitari locali" nonché e soprattutto alla scala d'intervento rispetto all'esistente.
  • - Incentivare e promuovere, una " progettazione organica e coerente" delle nuove espansioni ,degli edifici, opere e infrastrutture non ancora realizzate, al fine di attribuire qualità architettonica e paesaggistica ed evitare la disomogeneità e frammentazione tipica della maggior parte degli interventi isolati.
  • - Incentivare e promuovere "la qualità aggiunta" dei siti, aree e infrastrutture produttive, residenziali, commerciali-direzionali, agricoli esistenti a forte criticità e i relativi tessuti connettivi al fine di attribuire qualità architettonica e paesaggistica e superare gli aspetti di disomogeneità e di frammentazione.
  • - Al fine di attenuare l'impatto paesaggistico dei insediamenti produttivi e commerciali dovrà essere privilegiato il completamento delle aree pubbliche previste,evitando la disseminazione di capannoni isolati.
  • - Individuare gli ambiti soggetti a inquinamento luminoso al fine di indirizzare l'utilizzo e la tipologia delle fonti luminose pubbliche e private.

AMBITO 33a: AREA SENESE :SUB-AMBITO CRETE SENESI

ELEMENTI COSTITUTIVI NATURALI

Geomorfologia Idrografia naturale Vegetazione

Azioni prioritarie

  • - Predisposizione di una valutazione paesaggistica per l'apertura di nuove attività di escavazione e delle zone degradate, rispetto ad un ambito da individuare assai più vasto di quello direttamente interessato o collegato alla attività, al fine di verificare o ricostituire la compatibilità.
  • - Individuare i sistemi degli impluvi e delle vegetazioni riparie da tutelare e alterati e attivare politiche di gestione e sostegno delle attività agricole che ne privilegino la conservazione e/o il ripristino nell'ambito delle opere di miglioramento agrario.
  • - Necessità di redazione dei Piani di gestione dei SIR 90 e 91 al fine di attivare le misure di conservazione previste e la messa a punto di misure anche di tipo contrattuale con i conduttori e proprietari dei fondi interessati dai siti.
  • - Individuare e monitorare la consistenza attuali delle aree soggette ad erosione (calanchi, biancane e balzi) al fine di indirizzare le forme di gestione e di tutela.
  • - Tutela unitaria tra i comuni interessati del Parco fluviale dell'Arbia.

ELEMENTI COSTITUTIVI ANTROPICI

Idrografia artificiale Paesaggio agrario e forestale storico Paesaggio agrario e forestale moderno

Azioni prioritarie

  • - Gli strumenti della pianificazione dovranno riconoscere e promuovere forme di tutela dei paesaggi delle Crete in armonia con le tutele della contigua Val d'Orcia.
  • - Promuovere la gestione e manutenzione del paesaggio agrario quale elemento identitario della collettività.
  • - Gli strumenti di pianificazione dovranno: identificare con migliore precisione la struttura paesistica primaria e gli areali di paesaggio storico, il loro grado di conservazione, le operazioni di ripristino e manutenzione necessarie, le tecniche, i costi e le forme di finanziamento e individuare le aree con specifiche problematiche fra attività agricola e conservazione del paesaggio, da disciplinare con adeguate normative. In particolare nelle aree che sono in continuità paesaggistica con il chianti dovranno essere individuati gli ambiti di permanenza della struttura agraria tradizionale e della struttura profonda di impianto mezzadrile ancora presente.
  • - Incentivare la tutela degli ambiti di permanenza della struttura agraria tradizionale e della struttura profonda di impianto mezzadrie, ancora presente, anche attraverso politiche di gestione delle attività agricole di sostegno.
  • - Guidare le trasformazioni delle attività produttive agricoloforestali verso una gestione di sostenibilità (ambientale.,ecologico e territoriale).
  • - Per i nuovi impianti vitivinicoli e i reimpianti, individuare regole capaci di tutelare l'assetto idrogeologico e la qualità dei suoli, garantendo l'equilibrio ecologico e percettivo, anche attraverso la differenziazione colturale (ove possibile), la reintroduzione di siepi campestri tra monocolture, l'orientamento dei filari capaci di tutelare l'assetto idrogeologico e la qualità dei suoli, e soprattutto l'attivazione di politiche di gestione e sostegno delle aziende agricole in funzione della qualità paesaggistica.
  • - Attivare e sostenere strategie di collaborazione con i privati e le amministrazioni
  • - Nella realizzazione di nuove cantine dovrà essere attentamente verificato l'inserimento ambientale del nuovo assetto morfologico (armonia tra volumetrie interrate, grandi superfici di servizio e paesaggio ), incentivando l'utilizzo delle strutture esistenti e limitando -ove possibile- l'apertura di nuovi fronti di costruito. Dovrà, inoltre, essere posta attenzione alla dimensione a alle finiture degli spazi esterni: superfici di manovra, accessi e i collegamenti con i locali di servizio, privilegiando -ove possibile- l'utilizzo della viabilità esistente e limitando gli sbancamenti allo "strettamente necessario" al sistema produttivo aziendale e utilizzando nelle trasformazioni morfologiche opere tecniche di ingegneria ambientale.
  • - Dovranno essere valutate le motivazioni e l'opportunità della dispersione insediativa in territorio agricolo.
  • - Al fine di evitare che la riconversione residenziale, con i conseguenti frazionamenti, introducano nuovi volumi di servizio determinando alterazioni rilevanti del paesaggio agricolo, negli edifici che mutano destinazione dovranno essere mantenuti gli spazi e volumi a servizio della nuova destinazione e alla gestione delle aree di pertinenza.
  • - Al fine di evitare che la riconversione residenziale o l'utilizzazione agrituristica del patrimonio edilizio rurale con i conseguenti frazionamenti, introducano elementi dissonanti o determinino rilevanti cesure con il paesaggio agricolo, dovranno essere opportunamente regolate ( recinzioni, garages, viabilità di servizio, essenze arboree, le pertinenze esterne, i resede non dovranno essere frazionati con delimitazioni fisiche) ricercando una particolare essenzialità in armonia con la semplicità dell'ambito rurale
  • - La realizzazione di nuovi campi da golf, dovrà essere verificata anche attraverso specifiche regole di indirizzo paesaggistico rispetto :la presenza di permanenze storiche interne o in contatto visivo ,alla occupazione di suolo, alla rimodellazione della morfologia dei luoghi, alla alterazione della maglia agraria tradizionale e della struttura sulla quale si fonda e soprattutto all'impatto visivo dei green e delle strutture di servizio sportivo. Le strutture alberghiere o turistico-ricettive inserite nell'ambito delle previsioni di campi da golf, dovranno essere valutate come insediamenti sparsi in territorio agricolo di notevole o eccezionale valore.

INSEDIAMENTI E INFRASTRUTTURE

Insediamenti storici Insediamenti moderni Viabilità e infrastrutture storiche Viabilità e infrastrutture moderne

Azioni prioritarie

  • - Individuazione dei paesaggi di maggiore intervisibilità (di qualità e di criticità) al fine di mantenere o aggiungere qualità e di individuare prilvilegiati coni visivi.
  • - Individuazione dei caratteri insediativi storici e locali. Per gli insediamenti residenziali dovranno essere evitati insediamenti organizzati in lottizzazioni diffuse e comunque dispersi nel territorio; nuovi insediamenti in posizione di crinale che siano visibili al di fuori degli immediati dintorni: nuove abitazioni rurali isolate che, date le caratteristiche delle coltivazioni collinari, non trovano una giustificazione produttiva
  • - Individuazione dei siti, aree e infrastrutture produttivi, residenziali, commerciali-direzionali, e agricoli di maggiore qualità al fine di prevederne la tutela o e di criticità al fine di attribuzione di qualità architettonica aggiunta e coerenze paesaggistiche.
  • - Negli ambiti di criticità dovranno essere individuati gli spazi inedificati che costituiscono ancora canali di comunicazione tra diversi ambiti territoriali al fine di valutare gli effetti di saldature tra nuclei, la marginalizzazione degli spazi rurali e naturali residui. In particolare lungo l'Arbia sono da salvaguardare gli spazi e le aree di pertinenza fluviale da ulteriori espansioni riqualificati i piccoli agglomerati urbani.
  • - Riqualificare le aree di frangia urbanizzate rispetto alla qualità del contesto rurale attraverso la redazione di discipline unitarie d'intervento nei comuni limitrofi attraverso interventi di miglioramento agricolo-ambientale.
  • - Gestione sostenibile delle attività legate allo sfruttamento e alla valorizzazione economica della risorsa termale mediante: il monitoraggio della quantità e qualità della risorsa idrica, un'adeguata programmazione delle strutture di servizio e di quelle ricettive finalizzato a ridurre i nuovi impegni di suolo e di orientare gli interventi verso un più elevato livello di qualità anche attraverso il recupero delle caratteristiche storiche e simboliche dei siti termali quali elementi capaci di orientare la progettazione.
  • - Individuazione dei tracciati viari e ferroviari esistenti che presentano elevati livelli di armonia e di equilibrio con i contesti circostanti, al fine di prevedere diversificate forme di riuso in funzione della percezione visiva dei paesaggi e della conservazione degli elementi di arredo dei tracciati.
  • - Individuare gli ambiti soggetti a inquinamento luminoso al fine di indirizzare l'utilizzo e la tipologia delle fonti luminose pubbliche e privati

AMBITO 33c: AREA SENESE : SUB-AMBITO SIENA E DELLE MASSE DI SIENA E BERARDENGA

ELEMENTI COSTITUTIVI NATURALI

Geomorfologia Idrografia naturale Vegetazione

Azioni prioritarie

  • - Predisposizione di una valutazione paesaggistica per l'apertura di nuove attività di escavazione e per il recupero delle zone degradate, rispetto ad un ambito da individuare assai più vasto di quello direttamente interessato o collegato alla attività, al fine di verificare e ricostituire la compatibilità.
  • - Individuare i sistemi degli impluvi e delle vegetazioni riparie da tutelare e alterati e attivare politiche di gestione e sostegno delle attività agricole che ne privilegino la conservazione e/o il ripristino nell'ambito delle opere di miglioramento agrario.
  • - Necessità di redazione dei Piani di gestione dei SIR 90 al fine di attivare le misure di conservazione previste e la messa a punto di misure anche di tipo contrattuale con i conduttori e proprietari dei fondi interessati dai siti
  • - Individuare e monitorare la consistenza attuali delle aree soggette ad erosione (calanchi, biancane e balzi ) al fine di indirizzare le forme di gestione e di tutela.

ELEMENTI COSTITUTIVI ANTROPICI

Idrografia artificiale Paesaggio agrario e forestale storico Paesaggio agrario e forestale moderno

Azioni prioritarie

  • - Guidare le trasformazioni delle attività produttive agricoloforestali verso una gestione di sostenibilità ( ambientale,ecologico e territoriale)
  • - Promuovere la gestione e manutenzione del paesaggio agrario quale elemento identitario della collettività.
  • - Riconoscere l'influenza paesaggistica degli ambiti di paesaggio contigui: Montagnola e val di Merse, chianti e crete al fine trovare coerenza e efficacia negli indirizzi paesaggistici.
  • - Gli strumenti di pianificazione dovranno: identificare con migliore precisione la struttura paesistica primaria e gli areali di paesaggio storico, il loro grado di conservazione, le operazioni di ripristino e manutenzione necessarie, le tecniche, i costi e le forme di finanziamento e individuare le aree con specifiche problematiche fra attività agricola e conservazione del paesaggio, da disciplinare con adeguate normative. In particolare dovranno essere individuati gli ambiti di permanenza della struttura agraria tradizionale e della struttura profonda di impianto mezzadrile ancora presente.
  • - Incentivare la tutela degli ambiti di permanenza della struttura agraria tradizionale e della struttura profonda di impianto mezzadrie anche attraverso politiche di gestione delle attività agricole di sostegno.
  • - Per i nuovi impianti vitivinicoli e i reimpianti, individuare regole capaci di tutelare l'assetto idrogeologico e la qualità dei suoli, garantendo l'equilibrio ecologico e percettivo, anche attraverso la differenziazione colturale (ove possibile), la reintroduzione di siepi campestri tra monocolture, l'orientamento dei filari capaci di tutelare l'assetto idrogeologico e la qualità dei suoli, e soprattutto l 'attivazione di politiche di gestione e sostegno nell'ambito delle opere di miglioramento agrario
  • - Attivare e sostenere strategie di collaborazione con i privati e le amministrazioni.
  • - Nella realizzazione di nuove cantine dovrà essere attentamente verificato l'inserimento ambientale del nuovo assetto morfologico (armonia tra volumetrie interrate, grandi superfici di servizio e paesaggio), incentivando l'utilizzo delle strutture esistenti e limitando -ove possibilel'apertura di nuovi fronti di costruito. Dovrà, inoltre, essere posta attenzione alla dimensione a alle finiture degli spazi esterni: superfici di manovra, accessi e i collegamenti con i locali di servizio, privilegiando - ove possibile- l'utilizzo della viabilità esistente e limitando gli sbancamenti allo" strettamente necessario
  • - Dovranno essere valutate le motivazioni e l'opportunità della dispersione insediativa in territorio agricolo
  • - Al fine di evitare che la riconversione residenziale, con i conseguenti frazionamenti, introducano nuovi volumi di servizio determinando alterazioni rilevanti del paesaggio agricolo, negli edifici che mutano destinazione dovranno essere mantenuti gli spazi e volumi a servizio della nuova destinazione e alla gestione delle aree di pertinenza
  • - Al fine di evitare che la riconversione residenziale o l'utilizzazione agrituristica del patrimonio edilizio rurale con i conseguenti frazionamenti, introducano elementi dissonanti o determinino rilevanti cesure con il paesaggio agricolo, dovranno essere opportunamente regolate le pertinenze esterne (recinzioni, garages, viabilità di servizio, essenze arboree) ricercando una particolare essenzialità in armonia con la semplicità del contesto rurale senese.
  • - La realizzazione di nuovi campi da golf, dovrà essere verificata anche attraverso specifiche regole di indirizzo paesaggistico rispetto: alla presenza di permanenze storiche interne o in contatto visivo, alla occupazione di suolo, alla rimodellazione della morfologia dei luoghi, alla alterazione della maglia agraria tradizionale e della struttura sulla quale si fonda e soprattutto all'impatto visivo dei green e delle strutture di servizio sportivo.

INSEDIAMENTI E INFRASTRUTTURE

Insediamenti storici Insediamenti moderni Viabilità e infrastrutture storiche Viabilità e infrastrutture moderne

Azioni prioritarie

  • - Individuazione dei paesaggi di maggiore intervisibilità (di qualità e di criticità) al fine di mantenere o aggiungere qualità e di individuare prilvilegiati coni visivi.
  • - Individuazione dei siti, aree e infrastrutture produttivi, residenziali, commerciali-direzionali, e agricoli di maggiore qualità al fine di prevederne la tutela o e di criticità al fine di attribuzione di qualità architettonica aggiunta e coerenze paesaggistiche.
  • - Contrastare le forme di sviluppo lineare lungo le strade, privilegiando il completamento e la ricucitura delle espansioni recenti e di modesto valore.
  • - Riqualificare le aree di frangia urbanizzate rispetto alla qualità del contesto rurale attraverso la redazione di discipline unitarie d'intervento tra Comuni attraverso interventi di miglioramento agricolo-ambientale.
  • - Al fine di garantire la compatibilità del potenziamento residenziale "degli aggregati di confine "rispetto ai contesti paesaggistici e al fine di assicurare una buona qualità architettonica e un adeguata dotazione di servizi , dovranno essere individuati processi di coopianificazione.
  • - Individuazione dei caratteri insediativi storici e locali,. che per i sistemi residenziali ha come principio morfologico e per di territorio agricolo secondo i principi dell'appoderamento.
  • - Individuazione dei siti, aree e infrastrutture produttivi, residenziali, commerciali-direzionali, e agricoli di maggiore qualità al fine di prevederne la tutela o e di criticità al fine di attribuzione di qualità architettonica aggiunta e coerenze paesaggistiche.
  • - Per i completamenti e le espansioni edilizie degli aggregati urbani, dovranno essere individuati gli elementi oggetto di valutazione paesaggistica in relazione agli effetti sia sulle immediate vicinanze che nelle vedute d'insieme quali: scala d'intervento rispetto all'esistente, consumo di suolo, aspetti energetici, valori estetico-culturali, sostenibilità e sperimentazione, visibilità, riconoscimento degli caratteri "identitari locali".
  • - Dovrà essere specificatamente controllata la qualità progettuale dei nuovi insediamenti (residenziali, commerciali-direzionali, agricoli, produttivi) in rapporto: agli aspetti energetici, ai valori estetico-culturali, alla sostenibilità e sperimentazione, alla visibilità, al riconoscimento degli caratteri "identitari locali" nonché e soprattutto alla scala d'intervento rispetto all'esistente.
  • - Incentivare e promuovere, una " progettazione organica e coerente" delle nuove espansioni, degli edifici, opere e infrastrutture non ancora realizzate, al fine di attribuire qualità architettonica e paesaggistica ed evitare la disomogeneità e frammentazione tipica della maggior parte degli interventi isolati.
  • - Incentivare e promuovere" la qualità aggiunta" dei siti, aree e infrastrutture produttive, residenziali, commerciali-direzionali, agricoli esistenti a forte criticità e i relativi tessuti connettivi al fine di attribuire qualità architettonica e paesaggistica e superare gli aspetti di disomogeneità e di frammentazione.
  • - Al fine di attenuare l'impatto paesaggistico dei insediamenti produttivi e commerciali dovrà essere privilegiato il completamento delle aree pubbliche previste, evitando la disseminazione di capannoni isolati.Individuare gli ambiti soggetti a inquinamento luminoso al fine di indirizzare l'utilizzo e la tipologia delle fonti luminose pubbliche e private.

art. 9 Rapporti del Piano Strutturale con il Regolamento Urbanistico e con piani e programmi di settore comunali

1. Le indicazioni normative e cartografiche contenute nel P.S. sono precisate e dettagliate dal R.U., che ne recepisce le prescrizioni nelle Norme Tecniche di Attuazione, dandone esplicito conto nella Relazione.

2. Nella redazione del R.U. sono consentite parziali e limitate modifiche alle indicazioni cartografiche, alle elencazioni e perimetrazioni del P.S., al fine di rettificare eventuali errori od omissioni di quest'ultimo, nonché per adeguarle ad eventuali ulteriori conoscenze di dettaglio acquisite successivamente. Sono inoltre consentite le variazioni conseguenti all'impiego nel R.U. di basi cartografiche a scala maggiore. Tali variazioni sono esplicitate nella Relazione del R.U. che evidenzia i profili di coerenza sostanziale con il quadro conoscitivo e con le strategie definite dal P.S..

3. Il P.S. si attua mediante R.U., eventualmente mediante Piani Complessi d'intervento e Piani operativi e attuativi, nonché altri strumenti previsti dalla legislazione vigente.

  1. a) Le previsioni del P.S. vengono attuate dal R.U. mediante un'attuazione programmata delle nuove quantità insediative sostenibili così come definite in base alle valutazioni di fabbisogno contenute nel quadro conoscitivo del R.U. e come determinate dal presente Piano, al fine di orientare la gestione urbanistica comunale in coerenza con le esigenze di recupero del patrimonio edilizio esistente, di completamento, riordino e qualificazione degli insediamenti urbani.
  2. b) Il R.U. e i P.C.I., pertanto, definiscono e regolano preliminarmente le condizioni di fattibilità delle trasformazioni del territorio e degli immobili su di esso ricadenti in relazione alle condizioni di sostenibilità indicate dal presente Piano, con particolare riferimento alla compatibilità con i sistemi di approvvigionamento idrico, di smaltimento e trattamento dei liquami e dei rifiuti solidi, di accessibilità meccanizzata di spazi pubblici o di uso comune e collettivo, di impianti ed attrezzature. In caso di assenza o carenza di tali sistemi gli interventi saranno programmati tenendo conto dei piani triennali per le opere di investimento riferite ai sistemi suddetti.
  3. c) Il primo R.U. sarà orientato a soddisfare le esigenze di edilizia residenziale prioritariamente attraverso interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, di ristrutturazione urbanistica, di sostituzione, di riuso e di completamento urbanistico di aree interstiziali e di frangia, con particolare attenzione alla creazione di una offerta di abitazioni in affitto controllato.
  4. d) Il R.U. verificherà la disponibilità dei servizi e dei finanziamenti per la realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione necessarie per gli insediamenti esistenti e di previsione, con priorità al completamento ed all'organizzazione degli insediamenti esistenti.
  5. e) Il R.U. darà attuazione agli obiettivi indicati come prioritari dal P.S., concretizzando l'opportunità di sviluppo sostenibile anche in relazione alle reali esigenze che vengano manifestate dagli operatori, dando omogeneità e coerenza agli interventi pubblici e privati e di tutela del territorio.

4. In relazione a quanto previsto dalla L.R. 1/2005, i piani ed i programmi di settore di competenza comunale, concertati con Regione Toscana e Provincia di Siena, previsti dalla legge, ed aventi effetti sull'uso e la tutela delle risorse del territorio devono seguire i criteri di seguito indicati per la loro definizione e valutazione.

  1. a) I piani di settore devono:
    • - essere fondati su obiettivi prestazionali definiti e raffrontabili con quelli del P.S., del Piano di Indirizzo Territoriale (di seguito denominato P.I.T.) e del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Siena (di seguito denominato P.T.C.P.) e con le relative normative;
    • - avere come ambiti di riferimento i sistemi territoriali e le U.T.O.E.;
    • - essere coerenti con le norme generali per la tutela e l'uso del territorio di cui alla L.R. 1/2005 indicando in particolare:
      • - la relazione con le aree di interesse ambientale;
      • - l'incidenza sull'utilizzo delle risorse naturali e le eventuali azioni di trasformazione da valutare preventivamente;
      • - gli effetti indotti sulle risorse essenziali.
  2. b) Il Piano urbano del traffico deve prevedere:
    • - il riordino sistematico della circolazione in tutte le sue componenti (pedonale, ciclabile, veicolare);
    • - il riutilizzo e la rifunzionalizzazione delle risorse infrastrutturali pedonali, ciclabili, viarie come l'intervento prioritario per soddisfare le esigenze di mobilità;
    • - l'integrazione con altri tipi di infrastrutture per la mobilità e con il sistema di trasporto pubblico;
    • - garantire una prestazione adeguata in relazione alla tipologia dell'infrastruttura differenziandone i diversi livelli (strade di scorrimento, di quartiere, ecc.);
    • - garantire l'accessibilità ai sistemi insediativi esistenti e di previsione;
    • - consentire adeguati livelli di sosta dei veicoli in particolare al servizio dei centri e delle aree più congestionate.
  3. c) Per quanto riguarda i Piani complessi d'intervento, il P.C.I. definisce:
    • - le risorse del territorio utilizzate;
    • - a valutazione integrata e il monitoraggio degli effetti del governo del territorio ai sensi del R.U.;
    • - la fattibilità economico-finanziaria delle trasformazioni in esso previste con particolare riferimento alla programmazione delle risorse finanziarie del comune;
    • - le aree e gli ambiti sui quali operare la riqualificazione insediativa;
    • - la disciplina della perequazione di cui all'art. 60;
    • - i beni eventualmente da espropriare;
    • - gli impegni giuridicamente vincolanti che dovranno essere assunti dai soggetti privati che in tendono partecipare alla realizzazione del piano.
    Il piano complesso di intervento si avvale della valutazione integrata.
  4. d) La Programmazione urbanistica commerciale e il regolamento del commercio in sede fissa devono contenere:
    • - il quadro conoscitivo delle risorse e della struttura commerciale;
    • - la valutazione delle esigenze di mobilità indotte nei vari aspetti veicolare, ciclabile, pedonale;
    • - la definizione delle esigenze di parcheggi pubblici e privati;
    • - la verifica delle situazioni pregresse di carenze di spazi di parcheggio e di accessibilità.
  5. e) I Piani della mobilità, piste ciclabili, sentieristica, parcheggi devono:
    • - valutare le esigenze di mobilità all'interno dei centri abitati, tra gli stessi ed in relazione al territorio comunale e sovracomunale, di concerto con l'Amministrazione Provinciale;
    • - individuare le aree carenti di spazi di sosta in particolare nelle aree maggiormente interessate da attività commerciali e terziarie ed in quelle attraversate da mobilità di utenze sovracomunali;
    • - individuare le reti già esistenti di viabilità agricole da rifunzionalizzare per collegamenti ciclabili;
    • - definire percorsi alternativi alla mobilità veicolare, in particolare per collegamenti all'interno dei centri abitati;
    • - favorire la partecipazione di operatori privati alla realizzazione di aree di sosta;
    • - definire l'utilizzo di materiali adeguati al contesto ambientale ed alle fragilità del territorio in particolare per limitare le superfici impermeabili.
  6. f) Il Piano triennale delle opere comunali deve:
    • - definire le esigenze di opere pubbliche in riferimento alle previsioni del R.U. per il periodo considerato;
    • - determinare un ottimale utilizzo delle risorse economiche in relazione alle esigenze ed alle priorità definite negli atti di pianificazione;
    • - verificare le opere da realizzare con il contributo di operatori privati.
  7. g) Piano di protezione civile deve:
    • - valutare i rischi connessi con le risorse essenziali del territorio ed il loro utilizzo;
    • - valutare i rischi derivanti dagli insediamenti produttivi;
    • - valutare le fragilità del territorio e dell'ambiente già indicate nelle norme;
    • - definire la classificazione complessiva dei rischi e delle aree interessate dagli stessi;
    • - individuare un monitoraggio in sintonia con quanto indicato dal P.S.;
    • - definire le direttive integrate con quelle relative alla trasformazione ed alla tutela del territorio.
  8. h) Piano di distribuzione delle funzioni in relazione a quanto previsto dalla L.R. 1/2005 art. 58 dovrà essere predisposto il Piano di distribuzione delle funzioni che potrà essere contestuale al R.U.. Tale Piano deve prevedere una misurata distribuzione spaziale delle funzioni terziarie direzionali, turistiche, commerciali, produttive nelle diverse parti del territorio, in relazione ai seguenti criteri:
    • - tutelare gli insediamenti storici;
    • - consentire l'integrazione delle destinazioni residenziali con attività compatibili con la stessa per evitare la monofunzionalità;
    • - considerare le esigenze di riordino del traffico veicolare e del trasporto pubblico;
    • - riqualificare i tessuti insediativi degradati e gli immobili dismessi;
    • - valutare l'accessibilità pedonale, ciclabile, veicolare del trasporto pubblico;
    • - verificare la dotazione di opere di urbanizzazione.
  9. i) Preso atto che la valutazione integrata ha verificato il massimo incremento di carico con destinazione turistico-ricetiva, pervenendo a un risultato di ammissibilità condizionata a specifiche prescrizioni espresse per ogni sistema ambientale, si ritiene necessario attivare un'osservatorio sulle dinamiche turistico-ricettive che interessano il territorio comunale. In base a teli risultanze i R.U daranno attuazione a quota parte i tali quantitativi, coerentemente alle dinamiche di cui sopra.
    In particolare il primo R.U potrà dare attuazione ad una quota non superiore al 20% del dimensionamento ammissibile del P.S., oltre le quantità derivanti dsal recupero. Sarà altresì comito del R.U approfondire la valutazione delle previsioni sulla base di specifiche ipotesi localizzative.